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DOLMENWEB P.IVA 01634200503 REA 142586 PISA / 16/10/2002

DOLMETIX LINUX

2006, nasce Linux by Dolmenweb: DolmEtix

Tutto il 2006 ed i primi mesi del 2007 hanno visto impegnate tutte le risorse aziendali nella realizzazione di una propria distribuzione Linux.

Dopo una prima fase, che ha comportato il mirror completo della repository di Debian per realizzare una distro basata su Live CD a cui si é arrivati grazie a vari strumenti, si é deciso di provare customizzando il builder ‘How To Create Your Own GNU Linux Distribution’ del progetto gNewSense, basata su Ubuntu Dapper.

La scelta ha comportato che venissero dedicati oltre 35GB di spazio disco alla ‘costruzione’ della distribuzione e ad altri 27GB ai dati scaricati da internet; partizionando opportunamente il disco rigido e ricorrendo frequentemente al comando ‘ln’ si é evitato che altri 28GB venissero utilizzati da un duplicato dei files

Il progetto ci ha quindi consentito di masterizzare tre Live CD diversi : due basati su Debian ed uno su Ubuntu.

I perché di un progetto

Il progetto di realizzare una distribuzione Linux interna, inizialmente si è manifestato nei primi mesi del 2006, a seguito della necessità di avere un sistema operativo robusto e ‘leggero’ da installare su un notebook che, dopo essere stato completamente de-assemblato è stato ricostruito all’interno di un case in alluminio con supporti antishock e sistema di raffreddamento sovra-dimensionato (ventola per PC a 12 Volt, con amperaggio variabile tra i 0,10 ed i 0,50 A e con dimensioni di 12×12x3cm posta opportunamente), al fine di ottenere un laptop in grado di sopportare agenti esterni, condizioni particolari di utilizzo e/o eventi dannosi per le comuni elettroniche (sabbia, ambienti umidi o piovosi, temperature elevate, urti durante il trasporto, ecc…); quali punti di riferimento sono stati presi gli standards MIL di cui segue tabella di esempio.

Criteri di realizzazione del notebook

Apparati
Situazioni tipiche d’impiego
Utenza tipica

A titolo di esempio un computer MIL STD 810F / IP54 deve poter operare tra i -10F fino ai 140F (da -23C a 60C), sopportare i test di sollecitazione meccanica MIL-STD 810F 514.5 C-17 & C-18 (vibrazioni 0.04 g2 /Hz a 20-1000 Hz, -6 dB/Oct. a 1000-2000 Hz, per 1 ora), superare i test da caduta MIL-STD 810F 516.5 (26 ‘lanci’ da un’altezza di 90 cm su un tavolato di legno), da impiego in alta quota MIL-STD 810F 500.4 (simulazione di volo a 15.000 piedi) e di resistenza all’umidità (MIL-STD 810F 507.4).

Senza voler raggiungere gli standards militari (ci sono ottimi notebook a prezzi intorno ai 3,500 US$, vedi http://www.drs-ts.com/ o http://www.gd-computing.com/), ci si è posti il problema di trovare una soluzione che consentisse:

  • livello di robustezza collocabile tra MIL STD 810F e MIL STD 810F / IP54 della precedente tabella
  • ampie possibilità di impiego su barca o in auto o all’aperto in tutta sicurezza per l’utilizzatore e per l’hardware
  • possibilità di conversione di un laptop commerciale (magari di seconda mano)
  • facilità di realizzazione con attrezzatura disponibile a livello hobbistico
  • eventuale riproducibilità in kit di conversione dell’hardware necessario
  • costo di realizzazione contenuto (meno di 100 €)

L’accento, lato software, era stato inizialmente posto su applicazioni legate alla lettura della porta RS232 (es: dati NMEA per l’utilizzo di GPS Garmin) e l’invio dei dati attraverso GSM (Z1010, Motorola C350, ecc…) al fine di poter procedere alla raccolta di dati, ad esempio, durante la navigazione sottocosta e all’invio - in tempo reale - ad una stazione a terra delle informazioni ottenute con le relative coordinate GPS di rilevamento.

Nella sua prima versione il sistema operativo utilizzava il desktop XFCE su CD Live basato su DEBIAN LIVE; questa versione del nostro O/S Linux è stata studiata per il riutilizzo di pc altrimenti obsoleti.

Durante una fase di testing, il nostro nuovo O/S, funzionante direttamente da CD-ROM, è stato provato con l’emulatore Qemu (128 Mb di RAM) su AMD 1.6 Ghz con 2 Gb di RAM.
Successivamente la distribuzione, una Linux Live basata su Debian, è stata ottimizzata in risposta a determinate esigenze:

  • salvataggio dati da pc infettati o bloccati;
  • riutilizzo di pc altrimenti obsoleti;
  • uso intensivo di applicazioni web, office e multimedia;
  • lo sviluppo ed il testing di applicazioni web;
  • testing di strumenti intranet CRM e RDBMS dedicati;
  • didattica e formazione ECDL Open source.

Le varie versioni sono state concepite per settorializzare la release in funzione dell’indirizzo operativo richiesto dall’utente finale senza comprendere quindi tutti quei pacchetti che si trovano di default nelle distribuzioni tradizionali e che le rendono ‘eterogenee’ ma che occupano sempre più Mb con applicazioni che probabilmente non verranno mai utilizzate.
Per DolmEtix Linux è stato scelto inizialmente il browser Iceweasel (un rebranding di Mozilla Firefox by Debian) per desktop XFCE, preferito ad altri (Dillo) per stabilità e completezza.

2007, il Linux by Dolmenweb si rinnova: DolmEtix (Ubuntu)

L’evoluzione della distro ha portato a rivedere il progetto, adesso basato su Ubuntu Linux ed il nuovo sistema operativo, attualmente installato ed intensivamente utilizzato nel nostro laboratorio, è quasi pronto per essere distribuito.

Per il sistema operativo, utilizzato da marzo 2007 per lo sviluppo del nostro nuovo sistema CMS/CRM LAMP (Linux Apache, MySql e PHP), si è scelto di utilizzare, contro la tradizione Dolmenweb, da sempre legata a KDE, il desktop Gnome con le icone (Licenza GPL) ‘glass-icons’ reperibili alla URL:http://www.gnome-look.org/content/show.php?content=32146.

Il distributor-logo, la splash e le altre creatività grafiche sono state personalizzate con Gimp ricorrendo al font Zekton.

La base utilizzata come immagine di sfondo per il wallpaper è una macro fotografia a 6 Megapixel di un hard-disk (arrivato alla fine della sua vita operativa), realizzata con illuminazione artificiale e senza l’ausilio del flash attraverso uno schermo in cartone, al fine di evitare la generazione di riflessi indesiderati sulla superficie lucida del disco oltre che l’effetto di specchiatura del fotografo racchiuso all’interno del disco rigido; il disco nella fotografia risulta perciò opaco (non è un fotoritocco successivo) e caratterizzato da due increspature lungo l’asse Nord-Sud, pur lasciando l’effetto mirror sul clamp centrale di serraggio del disco grazie all’opportuno gioco di posizionamento degli assi obiettivo-schermo-disco.

19 Settembre 2007
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